Vi voglio raccontare quanta psicologia sia raccolta all'interno di una partita di pallavolo.
Nella testa dei giocatori passa di tutto e passa ad una velocità tale che basta poco per osservare delle inversioni di tendenza clamorose. Per spiegarmi meglio vi racconto un episodio.
Eravamo ad Arcevia, finale internazionale Under 29. Campo neutro. Noi contro Repubblica di San Marino. Prima del match gli inni nazionali. Io piansi nel cantare Fratelli d'Italia.
Poi il fischio di inizio; tutti in campo, io no. Partenza dalla panchina. Non eravamo stati mai così aggressivi, in 25 minuti 2 a zero per noi. E' fatta dissi; sembrava fatta.
Ed invece? Ci sedemmo sugli allori, i sammarinesi si rimboccarono le maniche e rimontarono: 2 pari e tutti al tie-break. Non appena nelle nostre teste iniziammo ad assaporare la vittoria, appena con il nostro sguardo dell'immaginazione vedemmo il cartello "traguardo", in noi scattò qualcosa che ci fece allentare i riflessi, che sicuramente affievolì la nostra combattività, la nostra aggressività.
San Marino invece approfittò della nostra paralisi psicologica per risollevarsi e sembrò di assistere ad una nuova gara, una squadra più forte (San Marino) ed una molto debole (noi).
Ad inizio tie-break il mister mi chiamò e mi disse:"Salva è il tuo momento, salvaci tu". Tutti in campo, io pure. In 5 minuti 8 ad 1, per loro.
Anche io in panchina mi ero fatto trasportare da quelle sensazioni ed ero rallentato come chi aveva giocato dall'inizio. Successe poi una cosa che mi ha segnato a vita (ed il naso).
Time-out: tutti in cerchio attorno al mister che provava, insultandoci, a risollevarci. Io accusai un dolore al ginocchio. Una pizzicatura al menisco pensai e, per spruzzarmi del ghiaccio ad un ginocchio, abbassai una ginocchiera. Lì, in mezzo al cerchio si diffuse rapidamente un odore, un mal odore. Acerbo, putrido, acre, era l'odore che caratterizza una ginocchiera impregnata di sudore e che non viene lavata da almeno quattro mesi. Non ci crederete ma quell'odore ci diede la scossa per reagire. La potenza della "puzza" ci fece vibrare fino a farci ritrovare lo spirito e la mentalità con cui avevamo affrontato i primi due set. Vincemmo 3 a 2 una partita che prima pensavamo di aver vinto e che per un momento invece rischiammo di perdere e che poi alla fine vincemmo respirando un Profumo di vittoria.